Pagina:La Divina Commedia Napoletano Domenico Jaccarino-Nfierno.djvu/187

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malagevoli a comprendersi, ed è avvalorata da note e brani biografici, pure in dialetto, che spiegano ai lettori gli inesauribili tesori racchiusi nel divino volume. «Questo lavoro meritò (dice il prospetto) di essere ricordato dal professore Zhan alla R. Accademia di Berlino con parole di lode, ed ebbe dall’ex ministro della pubblica istruzione commendatore Coppino la superiore approvazione del Governo per l’impianto in Napoli di una Scuola Dantesca Popolare.» Divisamento che tornerebbe non solo lodevole, ma utile in sommo al popolo, che si accenderebbe per quelle vie maggiormente di generosa emulazione nell'imitare il popolo del passato, grande anch’esso al pari degli uomini più illustri e famosi per quell'intenso amore della libertà, che è sì cara, dice il Poeta,

Come sa chi per lei vita rifiuta,

ed oggi da corruttori implacabili è così miseramente avvilita.

L’opera è pubblicata in Napoli dall’autore (Ponte di Ghiaia 38) al prezzo di cent. 50 per dispensa, e ne escono due al mese.

P. Cominazzi.

(La Fama di Milano. — Anno 1869, num. 47 — 23 novembre.)

N.° 46.

Il sig. cav. Domenico Jaccarino ci ha rimesso il primo fascicolo del suo pregiabile lavoro — Il Dante Popolare, o la Divina Commedia in dialetto napoletano.

Senza entrare nel merito filologico dalla fatica del detto egregio scrittore, essendo stata obietto di varie letterarie accademie, la consideriamo dal lato dell'utilità che essa è per arrecare, quale è quella di rendere popolare ad una gran parte degli Italiani la immortale trilogia a cui hanno messo mano e cielo e terra, vestendola delle forme del dialetto napoletano e chiarendola con note nei punti più oscuri; e desideriamo che ogni famiglia nella regione napoletana ne abbia una copia, per apprendervi i precetti della vera vita civile illustrati dagli esempi della patria storia sì bene dal divino poeta esposti — unitamente al diletto che gustasi seguitando i voli sublimi della fantasia inarrivabile di quello.


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