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come viene educata la donna alla vita 33


ront jamais le devenir». Non sono eguali cioè di fronte alla giustizia degli uomini e alle leggi stabilite. Perchè il fatto di non essere eguali in natura fa appunto la forza della donna affermandone la sua indispensabilità nella vita, il suo diverso ma egualmente perfetto ufficio umano, la necessità di conquistare libero movimento per la completa sua funzione nella famiglia e nella società.


Ho voluto rapidamente rammentare tutto un passato sfavorevole alla donna, senza rilevare le eccezioni — vengano esse dai lontani pellirossi, dalla famosa civiltà egiziana, dalle più vicine Americhe, o da isolati spiriti di ogni tempo — per poter meglio dimostrare come, malgrado le opposizioni della tradizione e le ineguaglianze della giustizia, nella storia di queste tradizioni e di queste ineguaglianze stiano precisamente le affermazioni più vive di un progresso lento ma costante che ci conduce alla donna di oggi.

Attraverso le secolari violenze di fatti e di leggi, la forza della verità eterna fu più potente di tutti i despotismi, di tutti i codici del mondo. La donna, senza armi, con la sola difesa della sua miseria, per la potenza nativa della sua personalità commovente, per la suprema sofferenza della sua anima chiusa ma tesa perennemente all’aspirazione degna, potè sola sconvolgere tutte le leggi. Creatura debole e tenera, abbandonata dagli uomini e gettata senza difesa all’ultimo gradino dei valori umani, ella potè salire passo per passo, a forza di virtù, dolori su dolori, fino al grado che ella occupa oggi nella famiglia e nella società sconvolgendo la legge, vincendone le resistenze nemiche, forzando i padri (come nelle leggi romane) a divenire padri, la legge a divenire protettrice, e in-