Pagina:La Sacra Bibbia (Diodati 1885).djvu/703

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Il Tempio restaurato: EZECHIELE, 40. i cortili.

dati in man de’ lor nemici; ed erano tutti caduti per la spada.

lo avea operato inverse loro secondo

la lor contaminazione, e secondo i lor misfatti; e avea nascosta la mia faccia da loro.

Perci6, cosi ha detto il Signore Iddio:

Oraritrarrc) Giacobbe di cattività", e avrò pietà di tutta la casa d’Israele, e sarò geloso del mio santo Nome; tj Dopo che avranno portato il lor vituperio, e la pena di tutti i lor misfatti, che aveano commessi contro a me, mentre dimoravano sopra la lor terra in sicurta, isenza che alcuno Li spaventasse;

Quando io li ricondurro d’infra i

popoli, e li raccoglier6 da’ paesi de’ lor nemici, e mi santificher6 in loro, uel cospetto di molte genti.

E conosceranno che io sono il Signore

Iddio loro, quando, dopo averli fatti menare in cattivitk fra le genti, li avr6 poi raccolti nella lor terra senza averne <iuivi lasciato alcun di resto.

E non nascondero più la mia faccia

da loro; perciocche avro sparso il mio iSpirito sopra la casa d’Israele, dice il Signore Iddio. Restaurazione del Tempio: i cortili. NELL’anno venticinquesirao delia nostra cattivita, nel principio delr anno, nel decimo giorno del mese, nelr anno quartodecimo da che la citta fu l)ercossa; in quell’istesso giorno la mano del Signore fu sopra me, ed egli mi men5 Va.

Egli mi men5 nel paese d’Israele, in

visioni di Dio; e mi pos6 sopra un monte altissimo, sopra il quale, dal Mezzodi, vi era come un edificio di citta.

E come egli mi ebbe mcnato Ik, ecco

un uomo, il cui sembiante parcva di rame, e avea in mano un fil di lino, e una canna da misurare ’^; ed egli stava in pie in su la porta.

E queir uomo parl6 a me, dicendo:

Figliuol d’uomo, riguarda con gli occhi, e ascolta con le orecchie, e pon mente a tutte le cose che io ti mostro; perciocche tu sei stato mcnato qua, per fartele vedere; fa assapere alia casa d’Israele tutte le cose che tu vedi.

Or ecco un muro di fuori della casa

d’ogn’intorno. E quell’uomo, avendo in mano una canna da misurare, di sei cubiti, e d’un palmo, misur6 la larghezza di quell’edificio, ed era d’una canna; e r altezza, ed era parimente di una canna.

Poi venne ad una porta che guardava

verso il Levante, e sali per li gradi di essa, e misur6 l’un degli stipiti della porta, ed era d’una canna di larghezza; poi r altro, ed era parimente d’una canna di larghezza.

Poi mtsuro le logge, e ciascuna cC esse

era d’una canna di lunghezza, e d’una canna di larghezza; e fra l’una logda c r altra vi era lo spazio di cinque cubiti; poi misuro il limitar della porta d’appresso al portale della casa di dentro, ed era d’una canna.

Poi egli mibur5 il portale della porta

di dentro, ed era d’una canna.

Poi misur6 ancora il portale della

porta, ed era d’otto cubiti; e le sue fronti, ed erano di due cubiti; e l’antiporto della porta era in dentro.

E le logge della porta, verso il Levante,

erano tre di qua, e tre di la; tutte e tre erano d’una medesima misura; parimente d’una stessa misura erano le fronti di qua, e di la.

Poi egli misuro la larghezza del vano

della porta, ed era di dieci cubiti; e la lunghezza della porta, ed era di tredici cubiti.

E vi era una chiusura davanti alle

logge, d’un cubito; e parimente una chiusura d’un cubito dall’altro lato; e ogni loggia avea sei cubiti di qua, e sei di la.

Poi egli misur6 la porta, dal tetto

d’una delle logge a quel dell’altra opposta; e vi era la larghezza di venticin(lue cubiti; gli usci di quelle essendo V uno dirincontro all’altro.

Poi impieg6 in pilastrate sessanta

cubiti; e la porta d’ogn’intorno era al pari d’una delle pilastrate del cortile.

E dalla facciata anteriore della porta,

fino alia facciata del portale della porta di dentro, vi erano cinquanta cubiti. (5 E vi erano delle linestre fatte a cancelli nelle logge, e ne’ loro archi di dentro della porta tl’ogn’intorno; e cosi era in tutti i corridori delle porte; vi erano delle finestre indentro, d’ogn’intorno; e delle palme alle fronti.

Poi egli mi men6 nel cortile di

fuori; ed ecco delle camere, ed un lastrico lavorato d’ogn’intorno del cortile; di sopra a quel lastyco vi erano trenta camere,

E quel lastrico, clt’e^’a allato alle

porte, al pari della lunghezza d’esse, era il suo1o da basso.

Poi egli misurb uno spazio, dalla facciata

della porta di so’ ^o, lino alia facciata di fuori del cortile di dentro, di larghezza di cento cubiti, verso l’Oricnte, e verso il Settentrione.

Egli misur5 eziandfo la porta del

cortile di fuori, la quale riguarda va verso Ger, 30. 3, 18. Ezec. 34. 11-15; SC. ’22-’it. * Gioelo 2. 2S, 29. Zac. 12. 10. * Apoc. 21. LJ. C95