Pagina:La basilica di san giulio orta.djvu/8

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P. Verzone che ne trattò nel suo ampio studio sulla Architettura Romanica nel Novarese apparso nel Bollettino della Deputazione di Storia Patria di Novara degli anni 1932, 1936 e 1937, dove egli si vale in gran parte dei miei disegni, concludendo come il Porter.

Dopo il 1918 ho avuto anch’io l’occasione di occuparmi nuovamente della Basilica di S. Giulio e di aggiungere quindi qualche cosa a quanto io avevo già raccolto. Ed essendosi intanto esaurito il mio primitivo studio, giudico che ora si renda opportuna una sua ristampa, ciò che faccio rivedendolo ed ampliandolo. Però le conclusioni a cui fin d’allora io pervenni non hanno alcuna ragione di essere modificate, mentre mi riservo invece di dimostrare come quelle contrarie esposte dai due ultimi autori citati non possano essere accettate.

Gioverà intanto per la più chiara conoscenza del soggetto accennare alle opinioni finora prevalenti intorno alla fondazione ed alle successive trasformazioni della Basilica.

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Storia. - Dice la cronaca che S. Giulio, sgombrata l’isola dai draghi e dai serpenti che la infestavano, eresse intorno all’anno 360 sulla sommità di essa una chiesa dedicata ai SS. Apostoli. Altri crede che egli si limitasse a gettarne le fondamenta, e che impedito dalla natura rocciosa e diruta del terreno di continuarne la costruzione, si sia portato nella parte inferiore dell’isola e vi abbia costrutta la sua chiesa che il lago allora lambiva.

Il Cotta però, nel descrivere il torrione del castello dell’isola (torrione che durò quasi intatto fino al 1842 nel quale anno esso fu demolito per far posto all’attuale Seminario), dice che nell’interno di esso si conservavano le vestigia dell’antica chiesa di S. Giulio, e dalla descrizione che egli ne dà appare come essa fosse