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la capanna dello zio tom


persona che discende, non invano, nel proprio cuore. Si mostrava più diligente in educare Topsy — giusta i precetti della Bibbia — non più rifuggiva dal suo contatto, nè più manifestava quel disgusto malvelato, che per lo innanzi solea provare. Non la vedeva se non traverso il prisma che la mano d’Eva le avea posto sotto gli occhi; la vedeva creatura immortale che Dio le avea mandata perchè ella l’avviasse alla virtù, alla gloria. Topsy non divenne una santa tutto ad un tratto; ma la vita e la morte di Eva produssero in essa un notevole cambiamento. Avea deposta l’ostinata sua indifferenza; dimostrava sentimenti, desiderio del bene, brama di migliorare; e sebbene questi suoi desiderii, questi tentativi fossero talvolta incomposti, interrotti, le rinasceano pur sempre in cuore.

Un giorno Topsy, accorrendo alla chiamata di miss Ofelia, si nascose frettolosa alcunchè nel grembiale.

— «Che nascondi? hai tu rubato qualche cosa?» le dimandò aspramente la piccola Rosa che era venuta a chiamarla, ed afferrandola al tempo stesso per un braccio.

— «Lasciatemi stare, miss Rosa! — disse Topsy, svincolandosi — quest’affare non vi riguarda.»

— «Tu hai rubato — soggiunse Rosa; — mi accôrsi che nascondevi qualche cosa — conosco le tue bindolerie; - e Rosa, all’afferrandole nuovamente il braccio, si sforzava gettarle la mano dentro il grembiale; mentre Topsy, inviperita, lottava vigorosamente, tirava calci, per difendere ciò che chiamava suo diritto. Quella confusione, quello strepito fecero accorrere miss Ofelia e Saint-Clare sul luogo.»

— «Ha rubato!» disse Rosa.

— «Non è vero!» gridò Topsy, singhiozzando rabbiosamente.

— «Dammi ciò che hai nel grembiale!» disse miss Ofelia con accento risoluto.

Topsy tentennava; ma, ad una seconda intimazione, trasse fuori un piccolo involto che tenea chiuso in una suoletta di vecchia calza.

Miss Ofelia l’aperse. Vi era dentro un libretto che Eva avea dato a Topsy, libretto che conteneva un versetto della Bibbia adattato a ciascun giorno dell’anno, e una carta, una ciocca di capelli che ella le avea regalato in quel giorno memorabile del suo ultimo addio.

Saint-Clare fu vivamente commosso alla vista di quel libretto che era stato ravvolto in un lungo straccio di velo nero, staccato dalle bende del funerale.

— «Perchè — chiese Saint-Clare, prendendo in mano quel cencio di velo — vi hai ravvolto qua dentro questo libro?»

— «Perchè — perchè — perchè era di miss Eva. Non mel togliete, per carità!» soggiunse Topsy; e sedutasi sul pavimento, copertasi il volto col grembiale, cominciò a singhiozzare profondamente.