Pagina:La cavalleria italiana e le sue riforme.djvu/79

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poco; ogni soldato da se stesso può farla dovunque; nè farebbe sul cavallo cattivo effetto, perchè si vedrebbe esser cosa provvisoria e di circostanza.

Il trasto1 sarebbe composto di una taschetta di tela con cordicella a guaina; una brusca; una striglia, ed una sponga. — La striglia, che tanto ingombra per la sua forma, dovrebbe essere senza manico; aver la cassa rotonda, del diametro non maggiore alla larghezza della brusca; co’ suoi pettini e coltelli di calore, disposti paralellamente ai due martelli, a cui sarebbe assicurata la striscia di corame che la ratterrebbe sulla mano per poterla meglio adoperare.

A compimento della bardatura, oltre la taschetta di tela da dar la biada, ogni cavaliere dovrebb’essere munito di un piuòlo in legno forte, indurito al fuoco per un terzo oltre la punta, e avente superiormente una ghiera con un anello, a cui ognuno legherebbe il suo cavallo al campo.

Questo piuòlo si porterebbe sulla saccoccia sinistra, e permetterebbe sopprimere le lunghe corde coi paletti ferrati; i quali portandosi sui carri, che di rado seguono il reggimento nelle sue marcie in campagna, non s’hanno mai pronti quando dovrebbero servire.

Di più, le lunghe corde, se pur s’adattassero sull’affardellamento, vi sarebbero sempre 4 cavalli per ogni squadrone, soverchiamente caricati; — bagnate dalla pioggia, s’avvolgono con difficoltà; aumentano di peso, per la terra e l’acqua che le inzuppa; e colla gelata, è impossibile piegarle senza prima riscaldarle al fuoco, ciò che richiede tempo, e non è sempre possibile.

La bardatura si comporrebbe così delle seguenti robe:

1 Sella completa con sopraffascia;
1 Coperta da sella;
1 Briglia con morso e filetto;

1 Filetto abbeveratoio
1 Capezza da scuderia
in guarnigione;
  1. Taschetta da governo con suoi attrezzi. V. Ballerini Dizionario militare.