Pagina:La coltivazione degli olivi.djvu/31

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20 degli ulivi

La nascente natura, allorchè prima
Ebber moto le stelle, e per le selve
490Corser le agresti fere, e la rosata
Alba destò soave alito vergine
Di venticelli a rallegrar la terra.
Or che natura sì feconda ai fiati
Di genitabil aura animatrice,
495Tu, cui la casta uliva amor commise
Ed util grazîoso, all’opre attendi;
Destro il tempo ti arride. Il ferro stacchi
Bene affilato la barbata prole
Dal vecchio ceppo, onde formar la base
500Interrata che sia, del nuovo ulivo;
Ma non voler con importuni tagli
Ferir la pellicina onde si avvolge7
Il pianton primaticcio, ancor che il debba
Tutto mondar di sue brutture informi;
505Nè sian tocche le barbe, che per questi
Vasi il fecondator succo si bee.
Pria che l’abbia il terren vuolsi l’estremo
Capo della talea nel pecorino8
Sterco, o d’altro animale avvolger tutto,
510Od intriso simil, che all’accerchiante
Terra meglio l’unisca, e ve l’affermi.
La preparata fossa ov’hassi a porla
Di que’ fracidi ceppi indi si sparga