Pagina:La donna italiana descritta de scrittrici italiane, 1890.djvu/267

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— 242 — traccia di quel senso doloroso, che s'ebbe a provare nel giorno ne- fasto, 49 giugno 1867, quando il giovane Arciduca d'Austria, Mas- similiano, improvvisato imperatore del Messico, dall' onnipotenza di Napoleone IH, moriva miseramente e nobilmente crivellato di palle sotto i colpi di un drappello di repubblicani. In mezzo a quella scena di dolore, quale figura giganteggia più bella e più passio- nata, signori? Quella della Contessa di Miramon. Questa leggiadra donna, che ci ricorda l' infelice Teresa Gronfalonieri, andò sposa al conte Miramon in età giovanissima. Fu un matrimonio d'amore! Ella era felice della tenerezza grande che le portava il marito, del rispetto cui la faceva segno, dei riguardi, delle cure, che le usava tanto in privato che in pubblico. EgU si attirava per fino qualche sarcasmo, quando nelle cerimonie ufficiaU non si faceva scrupolo d'infrangere le leggi dell'etichetta, per mostrare all'amata donna la sua deferenza. Ed ella stessa confessava che una volta, in una solennità ci^ile, egli la costrinse ad occupare, contro le consue- tudini comuni, l'unico posto d'onore riservato al presidente della Repubblica, ed a quel posto volle condurla egli stesso, non consen- tendo che un altix) dignitario dello Stato le desse il braccio. Un amico gli domandò una volta ironicamente : — È vero, SGramon, quello che si dice di te, che tu porti cioè le pantofole a tua mo- glie? — Ed egli senza scompoi-si: — Se tu sapessi, rispondeva, quante mi sono care quelle pantofole ! — Egli dipendeva da lei, per ogni opera personale, i^endeva conto per lino delle sue elemosine a lei, sebbene non gli avesse portata altra dote che quella della mente e del cuoiv. Come lo compensò ella di si rara devozione, quando dovette diveniiv l'angelo consolatore della morte, a lui che era stato l'angelo consolatore della sua vita? Non indietreggiò mai innanzi

ù rischi ed ;ii Siioritiei, gli fu animosa compagna nel doppio esilio.

Quando il mainto fu pivso dai nemici, non potendo ella averne notizie per più di quaranta giorni, salvò dalle prigioni, pr^ando e scongiurando la moglie d'un avvocato liberale che militava tra gli usstHlivUiti del Messico, perehè la signora salvata da lei, potesse con grande oìiw^pozione d;ule notizie del marito. E fu per la gratitu- dine di questa signora, ohe T infelice contessa seppe che il marito era stato ferito e fatto prigioniero insieo^ coli' Impcratwe. Che non fece ptn* piwunu^ì il salvacondotto e volare là, dove il marito sv^ffrivaf Con audacia superiore al suo carattere, minacciò il gene- nUe e disse di s^Mitii-si cajvìiot^ di sollevare un popolo intero e di aprire lo vvtte al uou.ìiw E il Siihiuvndotto le fu concesso. E qui,