Pagina:La fine di un regno (Napoli e Sicilia) I.djvu/152

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insigne donna scrivesse. Questa strenna, per l’originalità sua, levò rumore.

Per il capodanno del 1858, il Nomade offrì ai suoi lettori una strenna speciale. Figuravano, tra i poeti, Stanislao Gatti, Carlo de Cesare, Saverio Baldacchini, Vincenzo Baffi, Luigi Indelli, Giuseppe Campagna, Ottavio Serena, il duca di Ventignano e Luigi Coppola; e tra le poetesse, Irene Capecelatro e Ada Benini. Federico Quercia nel giornale stesso ricercò il valore dei diversi poeti.

Più. geniali erano le strenne dell’Omnibus. Fu notevole quella del 1858, dal titolo La Sirena, messa insieme da Vincenzo Torelli e dai suoi figli Cesare e Achille e illustrata dai ritratti di Filippo II, Carlo V e Tommaso Grossi, e dalla riproduzione degl’Iconoclasti del Morelli e della Morte di Abele, cartone di Michele de Napoli. Una strenna pubblicò nel capo d’anno del 1857 lo Spettatore napoletano, con versi di Baldacchini, di Baffi, di Enrico Cenni, di Sabino Loffredo, di Angelo Santangelo, del Campagna e dei due Arabia; con prose del Manna e del duca Tomacelli e con delicate riduzioni, una di Goethe fatta da Federico Persico, ed una di Longfellow, da Stefano Paladini. Come si vede, gli scrittori delle strenne, così di prosa che di versi, erano sempre gli stessi.

Oltre a quelli nominati, è giusto che ricordi Emanuele Rocco, Domenico Bolognese, Giuseppe Sesto Giannini, Raffaele Colucci, Pasquale de Virgilii, Quintino Guanciali, Raffaele d’Ambra, Simone Capodieci, Carlo Massinissa Presterà, Felice Bisazza, i cui nomi si vedono più spesso ripetuti in tutte quelle infinite raccolte, che si stampavano col nome di Strenne a Capodanno e a Pasqua o, sotto altro nome, in occasione di nozze, di monacazioni di morti. Quando nell’agosto 1858 si spense a vent’anni Vincenzo Tarantini, figlio di Leopoldo, gli amici pubblicarono una raccolta di prose e versi. Leopoldo Rodinò vi scrisse pagine purissime di prosa; Saverio Baldacchini, versi sciolti; Pessina e il vecchio Caccavone, dei sonetti; Niccola Sole, Amalia Francesconi, Carlo Barbieri e Felice Bisazza, delle odi; Mirabelli, dei distici; Beppino Tarantini, oggi deputato di Barletta e fratello minore del defunto, poche ottave, e un’ottava Mariannina Spada di Spinazzola, la quale, un anno dopo, si fidanzò al marchese Pasquale del Carretto, unico figliuolo del maresciallo.