Pagina:La grotta del monte Ginguno detta di Frasassi - Canto - Vincenzo Rotondo da Fabriano, Fabriano, Crocetti, 1873.pdf/11

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          Come Giganti minacciosi e pronti
A tremenda battaglia,
Stansi di fronte le squarciate moli;
Nel sottoposto abisso
Guizza il torrente e rugge, e i sassi fiede
Qual volubil colubro,
Che morde irato de’ Giganti il piede.
In un de’ lati maestoso incavo
Asilo porge al viatore; e copre
Sotto la volta di sporgenti massi
Un bel delubro in bianca pietra eretto
Alla Diva di Nazzaret: 1 un fonte
Di fresca e limpid’acqua,
D’edera sempre verde intorno cinta,
Sorge là presso silenzioso: in fondo
Della grande caverna,
Di retro al Tempio ascoso,
Si scorge l’antro cupo e misterioso.
          Oh tranquilli recessi, ove non giunge
Di cittadine gare eco funesta!....
E ignota è l’empia guerra,
In cui prepuote ognora
L’astuto e il forte, ed il pusillo atterra!....
Cari e beati luoghi! io là vivrei,
Lunge dalle malnate ire caine,
Ond‘ è cosperso di mortal veleno
Il social convito: aura più pura
A larghi sorsi ivi berrei; felice
Nell’esser mondo da civil sozzura.
          Ma che.... l’alma delira!
Invan m’assali tu malinconia!
Perdona, o Musa, e fa che la tua lira
A miei pensier risponda, e di te sempre
Degne parole tempre:
In quest’ardua battaglia,


  1. La piccola Statua della Madonna, in marmo di Carrara, collocata sull’altare del Tempio ivi eretto, è opera della Scuola di Canova.