Pagina:La guerra del vespro siciliano.djvu/134

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118 la guerra [1282]

«Morte ai Francesi!» e qual ne trovano va a fil di spada. La vista, la parola, l’arcano linguaggio delle passioni, sommossero in un istante il popol tutto. Nel bollor del tumulto fecero, o si fece dassè condottiero, Ruggier Mastrangelo, nobil uomo: e il popolo ingrossava; spartito a stuoli, stormeggiava per le contrade, spezzava porte, frugava ogni angolo, ogni latebra: «Morte ai Francesi!» e percuotonli, e squarcianli; e chi non arriva a ferire, schiamazza ed applaude. S’era il giustiziere a tal subito romore chiuso nel forte palagio: e in un momento, chiamandolo a morte, una rabbiosa moltitudine circonda il palagio; abbatte i ripari; infellonita irrompe: ma il giustiziere le sfuggì, che ferito in volto, tra le cadenti tenebre e ’l trambusto, inosservato montando a cavallo con due famigliari soli, rapidissimo s’involò. Intanto per ogni luogo infuriava la strage; nè posò per la notte soppraggiunta; e rincrudì la dimane; e l’ultrice rabbia non pure si spense, ma il sangue nemico fu che mancolle1. Duemila Francesi furono morti in quel primo scoppio2. Negossi ai lor cadaveri la sepoltura de’ battezzati3; ma poi si scavò qualche carnaio ai miserandi avanzi4; e la tradizione ci addita la colonna sormontata di ferrea croce5, che pose in un di quei luoghi la pietà cristiana, forse assai dopo il tempo della

    • Bart. de Neocastro, cap. 14 e 15.
    • Saba Malaspina, cont., pag. 355.
    • Veggansi ancora Montaner e d’Esclot ne’ luoghi citati. Il palagio di Palermo era una importante fortezza, come si scorge dal diploma del 6 agosto 1278, citato sopra a pag. 99, nota 2.
  1. * Bart. de Neocastro, cap. 22.
    • La Cron. anonima della cospirazione dice tremila, a pag. 265.
  2. Bart. de Neocastro, cap. 15.
  3. Fazello, Istoria di Sicilia, deca 2, lib. 8, cap. 4.
    Ai tempi del Fazello si mostravan di queste sepolture presso la chiesa di San Cosmo e Damiano.
  4. Questa colonna restò lungo tempo in piazza Valguarnera; e oggi, rimossa dal centro, si vede nell’angolo orientale dell’isolato del convento di Sant’Anna la Misericordia. È assai rozza, nè gli artisti la credono del secolo XIII. Ma ciò non dee toglier fede alla tradizione; perchè la colonna potè essere alzata, o rinnovata molto tempo appresso.