Pagina:La guerra del vespro siciliano.djvu/84

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68 la guerra [1266-82]

loro assicura il mal dato con una prescrizione brevissima alle ragioni dei terzi su que' beni1. E i signori in questo mezzo, trucidati cadeano, o trafugavansi in esiglio; scacciate dalle avite case le lor famiglie, nobili già e opulente, accattavan per Dio, o, dolor più acerbo, invan supplici al re per alcuno scarso sussidio2; e il re il ricusava spesso; e spogliò d'ogni cosa una moglie che delle proprie sostanze l'esule sposo avea sovvenuto3. Questa rabbia infine confondendo ogni principio, portò Carlo a una legge: che i figliuoli de' rei di stato non potessero maritarsi senza espressa licenza del re, quasi razza d'animali feroci da non lasciarsi riprodurre senza pericolo4. Pari divieto, guidate dalla feudal ragione, stabiliron già le nostre leggi normanne per le eredi de' feudi; usollo Federigo severamente; e a suo costume abusaval re Carlo. Ma congiunti or quei due statuti, davano all'autorità pubblica l'assentir o vietare la più parte de' matrimoni. Qui perchè i feudi ricadano al fisco, re Carlo condanna a celibato perpetuo le eredi. Qui, trapassandosi da abuso ad abuso, le più ricche o leggiadre donzelle sono sforzate a nozze con gli odiosi stranieri, coi partigiani loro vilissimi, o se talvolta si concede il matrimonio con uomo italiano, si tolgono i beni<ref>*Epistola di Clemente IV, del 1267, loc. cit.

  • Nic. Speciale, lib. I, cap. 2 ed 11.
  • Capitoli del regno di Sicilia, cap. 22 di re Giacomo.
  • Rimostranza de' Siciliani, Docum. VII.

In un diploma del 14 luglio 1266, che cavato dagli archivi delle chiese di Cefalù abbiamo nella Bibl. com. di Palermo tra i Mss. Q. q. G. 12, si fa cenno di un censimento di tutte le contee, baronie, «e delle pulzelle _in capillo_ che vivessero nelle terre scritte in pie'.» Mi è corso alla mente che quella lista di fanciulle si stendesse anche per vegliare su i loro matrimoni.

I permessi di matrimonio, anche senza beni feudali, sono frequentissimi ne' reg. angioini del r. archivio di Napoli. Molti se ne trovano, per lasciar gli altri, nel reg. seg. 1268, O fog. 23 e 24, dati da aprile a giugno 1274./ref>. Natura, società,

  1. Capitoli del regno di Napoli, pag. 16, 26 gennaio 1278.
  2. Diploma del 3 febbraio 1270, tra' Mss. della Bibl. com. di Palermo, Q. q. F. 70, pubblicato dal sac. Niccolò Buscemi nella vita di Giov. di Procida; e altri--del 20 febbraio 1271, nel catalogo citato delle pergamene del r. archivio di Napoli, tom. I, pag. 49--del 2 giugno 1271, ibid. pag. 63--del 1 novembre 1271, ibid. pag. 79.
  3. Ibid. diploma del 21 dicembre 1271, pag. 82.
  4. Capitoli del regno di Napoli, pag. 23, 22 novembre 1271.