Pagina:La guerra dell'Italia.djvu/17

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Non credere dunque ai ciarlatani. Se la pace e la giustizia fra i popoli sono preziose, bisogna acquistarle con prezzo di sacrifizio, rassegnandosi alle lacrime e ai guai. Credimi, caro Lorenzo, questa guerra è necessaria, perchè non si può pensare soltanto a oggi, ma s’ha da pensare anche a domani. E chi trascura il domani per contentarsi di oggi, oggi vive in pensiero e domani vivrà in pena.

Lorenzo. Questo è vero.

Il medico. — I figli tuoi, Lorenzo, combattono per liberare da altro macello il loro piccolo fratello di otto anni. I giovani si sacrificano per risparmiare poi altri dolori alle famiglie, i padri si sacrificano perchè i loro bambini possano arrivare a una gioventù tranquilla e laboriosa; tutti si sacrificano perchè nel mondo venga quello che Gesù vuole da mille e novecento anni: la pace tra i fratelli d’ogni paese e un po’ più di giustizia tra i forti e i deboli.

Lorenzo. — Così sia, signor Dottore.

Il medico. — E che ti scrivono i tuoi giovanotti?

Lorenzo. — Ah, le lettere che mandano ci fanno ridere e piangere insieme. Sono allegri, scherzano. Dicono che non hanno paura e che sono contenti di servire l’Italia.