Pagina:La guerra dell'Italia.djvu/6

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Il medico. — Caro Lorenzo, un figlio è un figlio, per tutti; pel marchese come per te. Credi che il dolore d’un padre e d’una madre si misurano con le rendite o coi bisogni? Ai tempi nostri la guerra è una disgrazia che pesa su ogni classe di persone.

Lorenzo. — E se l’è andata a procurare il Governo, questa disgrazia!

Il medico. — Già. Tu pure credi che il Governo è stato inventato per il tormento e la rovina del popolo. Il Governo è formato di uomini che ragionano, che hanno interesse a fare il bene e non il male della nazione, che hanno dovuto mandare alla guerra anche i loro figli. Il Governo non si è messo a far la guerra per il gusto di far uccidere tanti poveri figli di madri, ma perchè è stato obbligato. Ti ricordi quando tuo fratello Antonio era ammalato?

Lorenzo. Certo che me ne ricordo!

Il medico. — Antonio si sentiva sempre debole e indolenzito. Io ti consigliai di chiamare anche un altro medico. Si concluse che bisognava fare l’operazione; bisognava mandarlo a Roma da un professore di chirurgia. Antonio era spaventato; tu