Pagina:La guerra nelle montagne.djvu/8

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dalle stazioni ferroviarie di testa alle loro destinazioni, ritornano e partono nuovamente, senza subire ritardi o riparazioni. L’intera guerra italiana è fondata sul principio che le rapide comunicazioni significano civiltà, ed ogni tratto, ogni curva delle strade provano quanto vero sia questo asserto. La Provvidenza, invece, non ha dotato il fronte di Francia dei comodi letti fluviali che qui si trovano, dai quali si può ricavare la ghiaia, che si consolida da sè, e che riesce agevole di caricare su vagoncini, per trasportarla in qualunque località. E neppure abbiamo in Francia montagne così rocciose, alle quali non si ha che a stender la mano per ricavarne pietre, ed in tale quantità, da poter costruirne perfino delle piramidi. Nè si trovano presso di noi popolazioni esperte, quasi fin dalla nascita, nell’arte del terrazziere. Per parodiare Macaulay, diremo che ciò che l’ascia è per il Canadese, ciè che il bambù è per l’Indiano, ciò che il blocco di neve ghiacciata è per l’Esquimese, la pietra e la calce sono per l’Italiano, come spero di dimostrare più oltre.

È questo un popolo tenace, abituato a maneggiare materiale resistente, con tanta destrezza — mi sembra — quanta ne può avere un Francese.

Le innumerevoli compagnie grigio-verdi muovevano lietamente nei campi solatìi, tra le messi. I soldati portano un elmetto d’acciaio, d’un tipo speciale, che poco differisce dal nostro e che, a distanza, dà loro l’aspetto di legionari romani scolpiti sopra un fregio trionfale. La fanteria,