Pagina:La lanterna di Diogene.djvu/117

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tasca, o il piccone! E nè anche il vostro oratore oserebbe in caso di vera guerra, dare un tale ordine, perchè non è eseguibile; perchè il primo a saltare in aria sarebbe lui. Perciò egli è un falso profeta».

Questo pensiero soddisfece la mia ragione. Ma subito dopo la stessa ragione insorse e mi disse: «Se quegli è un falso profeta, monta tu su la tribuna e parla. Se i veri profeti si accontentano di sorridere filosoficamente, quale meraviglia se il falso profeta è ascoltato?»

È facile tranquillare la propria coscienza col dire: «Questa massa è bruta e brutta e perciò non darebbe ascolto alle tue egregie parole», come è facile uccidere l’animale dicendo col fisiologo: «esso ha meno sensibilità!» Ma è poi vero?

«Ma non sai tu, o orgoglioso, che chi ha sete, beve anche l’acqua infetta; e chi ha fame, mangia anche le materie luride? E chi sente l’enorme, inafferrabile oppressione sociale applaude a qualunque bestemmia pur che abbia sembianza di mezzo liberatore? Tu critichi e deridi il falso profeta. Ebbene, monta tu sul tavolo e parla: O lavoratori, se il mio abito è bianco mentre il vostro è nero, io non sono un ricco, non sono un privilegiato! Ascoltatemi! Privilegiati sono gli anonimi che voi vedete appena di sfuggita e a cui, pur trop-