Pagina:La lanterna di Diogene.djvu/208

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«O corona marchionale, o corona del Rosario, che ogni sera la madre mi fa recitare; o corona della virtù e del pudore; o corona di spine delle caste parole e dei misurati gesti; o fiore inutile della verginità, in queste mie carni mature, andate al diavolo. Io busserò sino ad infrangere la porta del prete e gli dirò: «Ma dammi la tua benedizione, prete!» Se no, io, anche senza la tua benedizione, prete, fuggirò. Fuggirò pur con lo zingaro orribile e feroce, pur che egli vinca la mia paura e mi rapisca. Rapida correndo, io ho l’illusione di una fuga e di un rapimento. Eppure dopo è necessario il ritorno! Oh, miseria mia grande, dovere invocare il gelo e l’inverno perchè siano medicina alla mia febbre!»


*


Fu l’altra sera, che per accorciare la via al ritorno dalla città, io mi sono messo per il solitario viale dei pioppi che va alla selva dei pini, e per cui già vidi scendere la piccola attrice. Il vento del levante, inusitato e forte per l’ora del vespero, scompigliava le verdissime chiome dei pioppi, onde mostrando il bianco dell’altra pagina della foglia, parevano essi occhieggiare da ogni parte, come