Pagina:La lanterna di Diogene.djvu/244

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Le anguille, che come grossi colubri, si vedevano guizzare e snodarsi sul limpido fondo, sparso di sassi e conchiglie, non parevano addarsi di questi ragionamenti. Esse vivono nell’acqua, ma dopo essere state arrostite, vengono sepolte nell’aceto. Mille e cinquecento quintali d’aceto fece lo scorso anno venire il signor Felletti dalle Puglie; ciò può dare un’idea della cosa.

«Il signor Felletti, quello della colazione?» Appunto!


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Pomposa! Abbadia di Pomposa! che nome fiorito! quanti fantasmi vigili attorno a quella ruina! Guido di Arezzo, Giotto!

Questa ruina è indegnamente negletta, e il povero prete che l’ha in custodia deve tener chiusa a chiavistello la porta affinchè gli ultimi marmi non vengano rubati e staccati gli ultimi affreschi.

Il palazzo dove gli antichi abati rendevan ragione, oggi è ridotto a stalla e fienile.

Ma certo Dante voi rimirò, o mirabili affreschi del tempio, e Gemma Donati forse derivò ai versi immortali dall’abside giottesca della Pomposa!