Pagina:La lanterna di Diogene.djvu/48

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la balia mi ero completamente dimenticato, bisognava proprio che mi fossi recato fin quassù, in questa torrida estate!

Placidi lavoratori del latte nella bella estate, voi certo durate per serie continua sin da prima del tempo che Bruno e Buffalmacco raccontavano al semplice Calandrino la fiaba dei maccheroni che rotolano da Bengodi per i monti di cacio Parmigiano!

Questo insorgere e avvicinarsi spontaneo di un’allegra fantasia boccaccesca mi fece piacere, perchè io avevo intrapreso quel faticoso viaggio pei monti anche allo scopo di esperimentare due cose: primieramente cioè se i muscoli erano elastici, secondariamente se il cervello era ancora elastico, tale cioè da lasciarsi impressionare ben forte non solamente dalla magnificenza delle cose presenti e viventi, ma anche da vedere tutte vive le cose trapassate ed occulte e sentire prossime le cose future.


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Questa specie di ampio sentire può dare ad un uomo l’aspetto esterno come di un rimminchionito. Certo è la più voluttuosa delle ebbrezze; sebbene non abbia nulla a che fare con quella che si compra nelle botteghe dei liquoristi. Però non mancano certe somiglianze