Pagina:La lanterna di Diogene.djvu/86

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gambe; aprire gli occhi e vedere tante cose! — Meditò un poco, poi aggiunse: — Eppure bisognerà, una volta o l’altra, decidersi a morire.

— E vi dispiace morire?

— Vedo che gli altri — la mano traccia una direzione lontana — non dicono niente!


*


Ma come si fa a ragionare di filosofia, a parlar di morte in questo palpito di vita ardente, fra queste grida, richiami, canti di venditrici? È tutta una processione di ragazze che vengono ad offrire la merce dei loro cesti. L’unica sottanella, succinta, disegna ampie forme femminee, seni che non sono materni e non si direbbero più verginali.

Le bufere del mare rendono aspri e sconvolti i loro capelli, roca e forte la voce, selvaggia la linea classica del volto. Ma, anche senza il greve cesto sul capo, il loro busto si muove al ritmo del passo lento e leggiadro. Ciò turba profondamente ogni metafisica, cosa nota anche a Calandrino. Queste ragazze sono le pescivendole: sorelle, figlie di pescatori. Aspra e pur gioconda vita è la loro, quando lavorano. Alla punta del dì sorgono dai giacigli, attaccano l’asino, pongono sul barocci-