Pagina:La lettera di G. Boccaccio al Priore di S. Apostolo.pdf/23

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perchè di schifeltà non si ha altro esempio, ch’io sappia, ma perchè la prima è parola bella e comune.

Pag. 24. «Oltre a ciò non è a me, come a molti, sozzo ed abbominevole amore, fra gli omeri d’Atlante nel comportare ogni disonesta cosa.» Doveva il Gamba porre con sicurezza nel testo la correzione che ha posto in nota: Nè ho gli omeri di Atlante nel comportare ogni disonesta cosa.

Ivi. « A me è desiderio di onesta vita ed onore, al quale tolga Iddio che per così abbominevole scelleratezza io creda che si vada.» Scrivasi: A me è desiderio di onesta vita e di onore: al quale tolga Iddio che per così abbominevole scelleratezza io creda che si vada!

Pag. 25. «Ma dopo pochi dì, conciofussecosachè a Firenze fusse comparito, e domandando quelli che mandato lo avevano, che fusse cagione di sì subita tornata, disse ec.» Parmi che l’e prima di domandando sia d’avanzo.

Ivi. «Dirai ancora che io sia subito quasi ruinoso, e senza consiglio sia venuto a partirmi: e fai te dimentico, affermando te non sapere la cagione di esso.» Ragion vuole che debba scriversi così: Dirai ancora, che io sia subito, e quasi ruinoso e senza consiglio sia venuto a partirmi? E farai te dimentico, affermando te non sapere la cagione di esso?

Ivi. «E tu ora fingi di non sapere perchè partito mi sia, e chiamimi subito. Ma che è? Io farò ciò che tu vuoi, poichè più non posso esser ingannato.» Parmi che la vera lezione debba essere, se non erro: Io sarò ciò che tu vuoi, purché più non possa esser ingannato.