Pagina:La lettera di G. Boccaccio al Priore di S. Apostolo.pdf/29

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mini grandissimi il cadere?» Scrivasi: conciossiacosachè egli abbia dinanzi agli occhi, da freschi quasi innumerabili (cioè da quasi innumerabili esempi recenti), degli uomini grandissimi il cadere?

Ivi. «Il che se questo savissimo pensasse, appena credo che non che i più chiari di se con sì pronta audacia schernisce, ma i minori non terrebbe da poco, anzi porrebbe modo alle cose, e lieto, rimossi i supercigli gravi, con piacevole favella visiterebbe ciascuno: la qual cosa, poichè gli è a se stesso uscito di mente, schifa di fare.» Nell’errata-corrige ha saviamente il Gamba emendato schernisce in schernisse. Ma doveva pure emendare il poiché gli è a se stesso uscito di mente, in poich’egli è a se stesso uscito di mente.

Pag. 35. « É in lui, siccome io potei comprendere, cupidità sì grande di nome e di fama lunga, che niuna cosa è maggiore: e posto che ottimamente e’ sappia per qual via a questo si pervenga, e niuna cosa fatta sia nuova a lui, certo egli stima per gli costumi suoi e per gl’inganni pervenire in quella, e co’ beni della fortuna, e non con sua operazione, pigliare lei.» Il testo citato dalla crusca dice: e posto che ottimamente e’ sappia per qual via a questo si pervenga, e niuna così fatta notizia è a lui ec. Chi non vede che nell’una e nell’altra lezione è parimente errore? Ma l’errore sarà tolto per avventura, se si scriverà: e tosto che ottimamente e’ sappia per qual via a questo si pervenga (e niuna così fatta notizia si è nuova a lui), certo egli stima ec.

Pag. 36. «Ma che! E’ fu mortale, purché vi-