Pagina:La morte di Florigella.djvu/7

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Del mio traffitto core.
180Tù sei morta, ed io vivo?
E vivo ahi lasso, e spiro
Sconsolato Fileno, e con qual alma,
Se tù ch’estinta ghiaci,
Di questo petto, ahi rimembranza amara,
185Eri l’amato cor, l’anima cara?
Con qual fiato respiro
Se quella rosea bocca
De le dolcezze mie purpurea Conca,
Con atto humile, e pio
190Spirò lo spirto mio?
E pur de l’alma, e de lo spirto privo
Il mio dolor fammi sentir ch’io vivo.

Elp.
Consolati Fileno,

Ne disturbar co ’l pianto
195La sua tranquillità, poscia che è gita
Nel sen di Giove à più felice vita.

Fil.
Non sospiro il suo ben, piango il mio danno.

O’ per me sfortunato
Giorno, ch’io ti lasciai
200Florigella mio core,
Per non vederti mai.
Almen, deh foss’io stato
Spettator lagrimoso
Di sì duro accidente,
205Che dal tuo amaro occaso
Fora sorto il natal de la mia morte;
E da quei chiari lumi
Da un’eterna caligine velati,
Havrian queste mie luci
210Forse appreso il serrarsi eternamente