Pagina:La pastorizia.djvu/119

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110 la pastorizia,

405Bello è certo mirar, come vi splenda
Il murice di Tiro, il nitid’ostro,
E la rosa vermiglia, e l’odorato
Croco, il chiaro lichène, e lo smeraldo.
Tal della notte lo stellante azzurro
410Copia in sè stessa e in molto guado imbruna;
Tal di vivo cilestro almo colore
Ride, o imperla festiva, e il latte agguaglia;
Or della mammoletta nel pudico
Pallor si tinge, a verginelle caro,
415Ed ora in vedovil bruno si ammorta;
Se non che la natia porpora e il succo
Del sanguigno Nopallo a lei prepara
Con più vivi color la Messicana
Cocciniglia, crescendo in tra le foglie
420Del barbarico Cacto. Uscita appena
Dall’uovo minutissimo, s'apprende
All’indigeno fusto, e sì vi pasce
Immobile; e a quel modo, onde tramuta
Il polipo nell’onda ogni sostanza
425Nel color di che a noi splende il Corallo,
Converte ella quel succo. Ogni virgulto,
Ogni stelo, ogni foglia di viventi
Salme va carca, poichè amor le accoppia