Pagina:La pastorizia.djvu/13

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4 la pastorizia,

Nel nome tuo leggiadri versi e canto,
Come più vuole amor tra le felici
Piagge del Mella, non dirai che solo
T’abbia lassato il tuo fedele amico;
70Che per udirli dal tuo labbro, intorno
Ti si faranno taciti i pastori
D’ascoltar disïosi, e delle Ninfe
Agresti il coro; quale un dì sorvenne
Ne’ Beotici colti al vecchio Ascreo,
75Poichè soavi dal suo pelto uscièno
Sparsi d’etereo mel sensi e parole.
     Come pria la famiglia ampia e diversa
Degli animai soggetta all’uom s’arrese
(Così contro il voler cieco e la forza
80L’uman senno prevalse) a parte entràro
Di sue fatiche obbedïenti i bruti;
Cui (liberi da prima e vagabondi
Per le selve scorrendo e la deserta
Terra) fea schivi o paurosi o crudi
85Natia salvatichezza e fiero istinto.
Timido prima a un mover d’aure, a lieve
Scrollar di fronde, ergea gli orecchi, e in fuga
Precipitando si volgea pe’ campi
L’animoso destriere, e d’un acuto