Pagina:La pastorizia.djvu/12

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libro primo 3

Affollate venivano belando
Le pecorelle, cui l’umido vespro
Pungea dall’alto e la sorgente luna.
45Or voi la cura m’apprendete, o Muse;
E l’impreso cammino a me dinanzi
Sgombrar vi piaccia e spargerlo di fiori,
Perchè all’Italia mia questa ghirlanda,
Sola che manchi a lei, per me s’intrecci.
     50E Tu, cui d’alto ingegno e cor gentile
Formò natura, e dentro al petto accolse
Il casto foco delle sante Muse;
Del cui fervido amor l’alma compresa,
Del bel ti struggi onde con varie forme,
55E tutte peregrine, ogni creata
Cosa risplende e il suo Fattore attesta;
Tu, dolcissimo Tosi, eletto amico,
Il chiaro animo intendi a’ versi miei.
Forse avverrà che le memorie antiche
60Volgendo in cor de’ verdi anni tuoi primi,
A cui sì spesso il desiderio corre,
Del frugifero tuo Clisio ti sieda
Sul margine fiorito, e me, compagno
Dolce de’ tuoi pensier, cerchi lontano.
65Ma se teco verran questi ch’io vergo