Pagina:La pastorizia.djvu/25

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16 la pastorizia,

355Cielo, e l’aere benigno, e i lieti campi
Fèro ai Celesti di ristarse invito;
E ciascuno a guardar della diletta
Terra si prese alcuna parte. E Giove
Guardò le sacre rocche ove le torri
360Sorger doveano alle città superbe;
Giuno ebbe l’aere, e di sereni lampi
Illustrò Febo il ciel, temprando il corso
Alle alterne stagioni. Ospite seggio
All’Arcadico Pane ed alle Ninfe
365Dier le foreste, ed a Pomona e Flora
Zeffiro crebbe il verde onor de’ prati.
Piacque a Minerva ed a Liéo de’ colli
L’inclinato terreno, e fra le spiche
L’aurato capo avvolto, a Cerer piacque
370Sola signoreggiar pei lati campi.
Ma non consentì a Pale entro l amico
Suol d’Ausonia restarsi, e a sdegno l’ebbe,
Gelosa d’altri Iddii, la dispensiera
Dell’aurea messe, Cerere, chè molto
375Temea no 'l primo onor tolto le fosse.
E poichè, sola degli Dei, precluso
Ebbe d’Italia il suolo, a lei convenne
Irne altrove cercando asilo e regno;