Pagina:La pastorizia.djvu/43

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
34 la pastorizia,

Sporger le foglie a cotai germi intorno,
285Che invan marcite ti sarian, neglette;
Tu il soverchio ne scema, e dàllo al gregge.
Che se cibo miglior, se più salubre
Cerchi fra quanti nel suo grembo acchiude
Il ben culto terren, volgiti a quello
290Che per l’ampio Oceàn dalla divisa
America ne venne e fra noi crebbe
Cereal pomo che sotterra ha loco.
Nè il Ligure nocchier, che primo il regno
Apri dell’onde invïolate, e stette
295Contro nuovi perigli e nuovi mostri,
Solo seguian pel temerario calle
Stuol di morbi feroci a far vendetta
Su noi del mal cercato oro; ma venne
Seco all’afflitta umanità soccorso
300Di farmachi potenti e d’erbe e semi
Ignoti al nostro sole, onde più lieta
D’almi diletti si ricrea la vita.
Vedi la canna Iblèa, vedi l’adusta
Animosa vainiglia, e l’oleosa
305Ghianda, e il fervido bruno cinnamomo;
E l’Epidauric’arte or va giuliva
Per lui dell'amarissima corteccia