Pagina:La pastorizia.djvu/57

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48 la pastorizia,

Il fido alano; e sotto ampio coperto
D’assi non lunge si raccoglia il fimo,
Perchè la piova oltre nol meni e sperda.
120Seguan congiunte in più filar le siepi
Per diverso sentier, montando in alto,
E per le chine discendendo uguali;
Onde pel monte il gregge in sua balìa
Non si dilunghi dall’ovil pascendo,
125Se il pastor non lo guarda e lo corregge.
Ma tempo è ben, che ad una ad una io canti
L’alme leggi del pascolo e gli avvisi,
Onde intatto di morbi e di sventura
Vada l’armento e si fecondi e cresca.
     130Qual nume, o sante Muse, o de’ morti,
Chi mai rinvenne arti sì belle, e tutti
Gli accorgimenti in chiaro ordine aperse?
Sull’alte del Partenio erme pendici
Ad Arcade pastor ne la foresta
135La miglior dell’agnelle andò perduta;
Per cui cercar (poiché ricorso invano
Avea dal monte al pian quanto può l’occhio
Mirar d’intorno) arditamente il piede
Spinse dappoi nell’intentato bosco,
140Sacro a Pane Tegéo. Segreto un senso