Pagina:La pastorizia.djvu/68

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libro terzo. 59

Quando si addensa la procella oscura,
Te non adeschi allor pianta sublime
Nella foresta; perocchè, condotta
Dal negro ciel la folgore veloce,
385Ratta a quella si avvolge, e orribilmente
Ne squarcia il tronco, e di radice schianta;
E il pastor tramortito all’improviso
Fulgor che tutto lo coverse, e vinto
Dal forte impulso nelle membra, atterra.
390Ma diritte al pedal già scendon l’ombre,
E sul caldo merigge in ampia luce
Febo diffonde d’ogni parte i raggi.
Sulle raccolte spiche affaticato
Il mietitor si asside, e il polveroso
395Per lunghe strade vïator s’affanna
Desideroso omai stanco alle fonti.
Te pur la selva al mezzogiorno alberghi
Colle tue greggi, poichè il Sol dall’alto
Le scalda; nè coperto altro di chiuso
400Tu cercherai, stipandovi l’armento.
Sulle ignude campagne abbandonato
Nell’ora in che più il Sol ferve, si resta
Dal pascere agitandosi, nè trova
Loco, nè posa; e vedi insiem le agnelle