Pagina:La pastorizia.djvu/72

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libro terzo. 63

In suo pensiere a quale il dì venturo
De’ siti il gregge condurrà. Cercando
Talor le selve, d’una pianta in vetta
480Notò bei nidi; e seco tragge e alleva
Il selvaggio colombo, e dalle meste
Querimonie la tortore pietosa;
La domestica pica, e il nero corvo
Lui seguirà col gregge: a la famiglia
485Nuova cura, e trastullo a’ figli suoi.
E corrà pingui ghiande, onde sovvenga
Ai famelici verri; e all’aspra sete
Refrigerio daran di passo in passo
Or minute lambrusche, or dolci pomi;
490Chè dallo spino a lui pendon mature
Le silvestri corbezzole, e fra i dumi
La montanina fragola rosseggia.
     Nè la cura del ber l’ultima sia.
Quando appunto maggior cresce la sete
495L’estiva ora del giorno, a puri fonti
Abbeverar vuoisi l’armento, e gli arsi
Petti irrigar di viva onda lucente.
A suo diletto alcun nelle riviere
Abbandonollo disattento; e quegli
500Seguitando il desio che a ber lo invita,