Pagina:La pastorizia.djvu/73

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64 la pastorizia,

Il soverchio umidor nel sangue indusse
Rie di morbo cagioni, enfiando i corpi,
E tumide levando acquose bolle.
Altri dal ber lo rimovea, negando
505Al maggior uopo i desïati rivi;
E pareggiò l’agnello al faticoso
Lento Camel, che sotto a ingiusti carchi
Le fiere solitudini attraversa
Fra le sabbie cocenti, e nel deserto
510Più dì senza toccar onda sostiene
Del cammin la fatica. Il sangue intanto
Torpe addensato nell’agnello, e ferve
Pel concetto calor; debile spunta
Il vello; e mal si cuoce entro a’ riposti
515Stomachi l’esca, e se d’umor lo privi,
Nell’arse fauci al ruminar non torna.
Fuggi i putridi stagni, e le corrotte
Acque a lungo sedenti, entro cui ferve
Popol diverso di minuti insetti,
520E la deforme canna alta dal limo
Sporge, e vi galla il musco; e l’insalubre
Limacciosa ti additi onda lo rezzo
Del salice piangente e del sugoso
Crescione, e la palustre alga natante: