Pagina:La pastorizia.djvu/8

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VII

rustico sapere, ho tolto novellamente a descrivere in un compiuto poema.

Perchè io poi vi chiami a Mecenate, intitolandovi l’opera mia,

Credo che il senta ogni gentil persona;

chè a tutti è palese la benevolenza che io vi porto, e l’amore che vi scalda a tutte le arti belle ed alle Muse principalmente; le quali, togliendovi spesso alle severe formule del vostro Eulero, vi permettono manifesto quel bello ideale, che a pochi è dato di ravvisare nelle opere ammirande della natura. Con quel sereno e riposato animo adunque col quale l’egregio Attico ricevea tra gli ozj della dottissima Atene gli scritti del suo Cicerone, abbiate voi la mia Pastorizia; nella quale mi sono studiato di raccogliere quanto al peregrino argomento concedeva l’imitazione della natura, la favola, e l’affetto animatore delle immagini.