Pagina:La persuasione e la rettorica (1913).djvu/8

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1.º — La Persuasione.


Αἰθέριον μὲν γὰρ σφεμένος πόντονδε διώκει
πόντος δ᾽ἐς χθονὸς οὖδας ἀπέπτυσε, γαῖα δ᾽ἐς αὐγάς
ἡελίου ἀκάμαντος, ὁ δ᾽αἰθέρος ἔμβαλε δίναις·
ἄλλος δ᾽ἐξ ἄλλου δέχεται, στυγέουσι δὲ πάντες.


So che voglio e non ho cosa io voglia. Un peso pende ad un gancio, e per pender soffre che non può scendere: non può uscire dal gancio, poiché quant’è peso pende, e quanto pende di pende. Lo vogliamo soddisfare: lo liberiamo dalla sua dipendenza, lo lasciamo andare, che sazii la sua fame del più basso, e scenda indipendente fino a che sia contento di scendere. — Ma in nessun punto raggiunto fermarsi lo accontenta, e vuol pur scendere, chè il prossimo punto supera in bassezza quello che esso ogni volta tenga. E nessuno dei punti futuri sarà tale da accontentarlo, che necessario sarà alla sua vita, fintanto che lo aspetti (ὅφρα ἂν μένῃ αὐτόν) più basso; ma ogni volta fatto presente, ogni punto gli sarà fatto vuoto d’ogni attrattiva non più essendo più basso; così che in ogni punto esso manca dei punti più bassi e vieppiù questi lo attraggono.