Pagina:La regina delle tenebre.djvu/127

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— No, qui, qui! – Ah, eccoli che rientrano!

— Va e coricati — disse il vecchio, seccato. — Lascia riposar la gente. —

Bellia gli si volse inviperito.

— Te lo do io il riposo, vecchio bastardo! Se non taci ti piglio a pugni sulla nuca, ti schiaccio come una cavalletta. Io sono un uomo! Sono entrato ed uscito vivo dall’inferno! E so molti segreti, vecchia lucertola! —

Il vecchio si sentì debole, vile, e tacque. La gente rientrava, il fuoco finiva di spegnersi.

— Son tutti ubbriachi, — disse Bellia con disprezzo, — guarda come vanno; sembra che tessano con le zampe. Ah, il calore del fuoco ha operato bene! Anche quel corvo del cappellano!... Del resto, — soggiunse, — alle feste si va per bere... Ed anche per altre cose! — concluse.

— Zio Juanne Battista? — chiamò Giame, venendo accompagnato dal priore.

— Io sono qui! — rispose il vecchio.

— Chi è quest’uomo? — domandò il priore.

— Un uomo! — rispose Bellia.

— Ah, sei tu, Bellia? — disse Giame.

— Sono io.

— Bene, bonanotte, e grazie, e a domani, — disse Giame al priore.

— Grazie a lei, e bonanotte, e a domani. E bonanotte.