Pagina:La regina delle tenebre.djvu/137

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Questo ascoltò senza batter ciglio.

— E tu hai creduto? — gli domandò.

— E tu nieghi? — disse Giame, adirato. — Nega se puoi!

— Niego. Per il latte che mia moglie ti ha dato, figlio mio, quello che hai inteso è tutto menzogna. —

La voce selvaggia tremava.

Giame sentì come una grossa pietra scioglierglisi dentro il petto; ma non si arrese ancora.

— No, è vero, è vero! Zio Juanne Battista ha confessato.

— Il becco eremita! — gridò Ghisparru, sdegnandosi. — Cosa può dir lui, ladro di santi? È vero che Antonio Dalvy gli ha cambiato i denari, ma i denari eran buoni. I falsi erano i denari di Bellia, e Bellia i denari li aveva, non li ha presi dal custode. E la notte del tredici giugno, egli non si è mosso dal mio fianco.

— Ma come sa egli allora, con tutti i particolari, la storia avvenuta in quella notte?

— E che ne so io?

— E come sa allora che il custode ha rubato i denari al Santo?

— Confidenze che si fanno in reclusione, figlio mio. Qualche compagno gli avrà rac-