Pagina:La regina delle tenebre.djvu/44

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— Io la ringrazio tanto, ma la cosa è mipossibile. Ho quel solo bambino: che direbbe il mondo? —

Matteo capì che il Lauretti parlava così pensando alla sua amante, la quale, certo, lo aveva convinto di attutire ad ogni modo lo scandalo; e il Lauretti comprese che Matteo leggeva nel suo pensiero. Si scambiarono un rapido sguardo d’odio.

— È inutile insistere, allora? — disse Matteo. — Ci pensi bene, signore: il bimbo vuol restare con me. Il mondo non dirà nulla, e del resto, per meno nobili cose noi lo lasciamo dire; (il Lauretti sentì la botta in pieno petto) perchè non possiamo lasciarlo dire anche sopra questo?

— È inutile; non posso.

— In questo momento?

— In questo momento e sempre, — rispose il Lauretti con fermezza che sembrava impossibile in lui.

Matteo si sentì morire; ma tutto ad un tratto qualche cosa risorse nel profondo dell’anima sua e gli rifulse negli occhi. La sua fisionomia si fece severa e minacciosa, la sua voce dura.

— Ebbene, — disse alzandosi, — prenda pure il bimbo, e lo riporti a casa sua, presso quella