Pagina:La regina delle tenebre.djvu/45

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

— 39 —


donna. Ma badi che se non saprà vigilar lei, vi sarà altri che vigilerà. —

Il Lauretti s’alzò anch’esso, senza rispondere, senza offendersi. Per confonderlo e convincerlo, Matteo gli mostrò la lettera di Luigina. Egli la lesse con interesse, ma poi osservò:

— Vede bene che anch’essa promette di trattar bene il bimbo d’ora in avanti. —

Matteo provò un disperato disgusto, ma tutto il suo sdegno e la sua collera caddero davanti a quell’uomo forse più disgraziato che ignobile.

— Mi lasci il bimbo a pranzo, oggi, — disse cortesemente, — glielo riporterò io.

— Sarà meglio così, sì grazie — rispose l’altro inchinandosi.

— Mi permetterà almeno di vederlo spesso?

— E di vigilarlo anche, — disse il Lauretti ridendo, e avviandosi verso l’uscio.

Anche Matteo rise a fior di labbro e mormorò confuso:

— Anche... anche... —

Sulla porta si toccarono freddamente la mano: il Lauretti s’inchinò di nuovo, ringraziò ancora e se ne andò tranquillamente.

Allora Matteo entrò dal bambino, lo prese sulle sue ginocchia e lo contemplò a lungo;