Pagina:La signora dalle camelie.djvu/17

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Saint. Mio caro Gastone, io sono felice di vedervi in questo luogo.

Rieux. Sempre giovine il nostro vecchio Saint-Gaudens!

Saint. Lo credo io! gli anni non pesano sulle mie spalle perchè so portarli bene.

Rieux. E gli amori?

Saint. Ecco la mia diva.

Rieux. Ve ne faccio i miei complimenti!

Saint. Avevo una terribile paura di trovar qui Virginia.

Rieux. Povera Virginia! essa che vi amava sì tanto?

Saint. Mi amava troppo... eppure le era simpatico anche una specie di giovinotto, figlio d’un ricco banchiere... io però era il prescelto... io! Eppure molte volte ero costretto a nascondermi negli armadi, ed aspettare per delle ore in fondo alla strada nelle fredde notti d’inverno!

Rieux. Tutto questo vi avrà prodotto dei reumatismi?

Saint. No; ma che volete però? altri tempi, altre cure; la gioventù è passata. Lo credete? io sono dispiacentissimo che quel caro Varville non ceni con noi.

Rieux. (avvicinandosi a Margherita) Ebbene, signora Margherita, che ne dite del mio amico?

Margherita. Io direi che il signor Armando Duval è il modello della galanteria francese.

Saint. (ad Armando che gli viene presentato da Olimpia) Siete voi parente del signor Duval, ricevitor generale?

Armando. È mio padre; lo conoscete?

Saint. L’ho conosciuto in altri tempi nella casa del signor barone de Narsay, come anche la signora Duval vostra madre, che era una bella e gentile donnina.

Armando. Mia madre? è morta da tre anni!