Pagina:La signora dalle camelie.djvu/32

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Duvernoy. Caspita! una spesa così enorme! ma dunque siete realmente innamorata?

Margherita. Può darsi... forse non sarà che una passione effimera... un capriccio dal momento... Tutto quello che posso dirvi si è, che da quindici giorni io non riconosco me stessa.

Duvernoy. Ieri è venuto da voi?

Margherita. E me lo chiedete?

Duvernoy. Ritornerà questa sera?

Margherita. L’attendo a momenti.

Duvernoy. Io lo so, perchè l’ho veduto in casa di madamigella Erminia; è amico del signor Gustavo.

Margherita. Ha parlato di me?

Duvernoy. Credo non abbia fatto altro.

Margherita. E che cosa ha detto?

Davernoy. Che è pazzamente innamorato di voi.

Margherita. È molto tempo che lo conosce il signor Gustavo?

Duvernoy. Sono compagni di collegio; anzi, ridendo, gli disse che era la prima volta che lo vedeva innamorato.

Margherita. Davvero?

Duvernoy. Eppure è una disgrazia che giovinotti simili non posseggano centomila lire di rendita!

Margherita. Quale felicità, dico io! Almeno sono sicuri d’esser amati per loro soli. (Prendendo la mano della Duvernoy e ponendola sul cuore) Sentite?... il mio cuore batte!

Duvernoy. E perchè?

Margherita. Perchè sono le dieci, ed è l’ora in cui Armando viene.