Pagina:La signora dalle camelie.djvu/82

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Gustavo. No. Ma che avete, Margherita? si direbbe che voi piangete!

Margherita. Io? signor Gustavo, quanto sono infelice!

Gustavo. Non fatevi scorgere dagl’invitati! Ma perchè siete venuta a questa festa?

Margherita. E sono io forse la padrona? d’altronde ho bisogno di questo schiamazzo. La solitudine mi ucciderebbe più presto,

Gustavo. Ebbene, se volete un mio consiglio, ritornate al vostro palazzo.

Margherita. Perchè?

Gustavo. Perchè non si sa mai quello che può succedere... Armando...

Margherita. Armando mi odia e mi disprezza, ecco tutto.

Gustavo. Al contrario, o signora. Armando vi ama. Non vedete quanto è pallido? Quella indifferenza non è naturale... se spinto dalla gelosia insultasse il signor de Varville... oh! credete a me, Margherita... partite!

Margherita. Un duello per me tra Armando ed il signor de Varville? Voi avete ragione, Gustavo, ed io partirò in questo stesso momento. (si alza).

Varville. (avvicinandosi a lei) Dove andate, o Margherita?

Margherita. Amico mio... soffro... riconducetemi a casa mia.

Varville. No, voi non soffrite, o signora... io comprendo il perchè volete allontanarvi... perchè il signor Duval è a quel tavolino e sembra non badare a voi... ma se non avete bastante coraggio per resistere alla sua vista, io non sono così vile da lasciare una festa, dove molti potrebbero supporre che io avessi avuto paura... Avete voluto venire a questo ballo e ci resterete.