Pagina:La traviata.djvu/17

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Germont Sì piangi, o misera... — supremo, il veggo,
E il sagrifizio — ch’or io ti chieggo...
Sento nell’anima — già le tue pene...
Coraggio... e il nobile — cor vincerà. (silenzio)
Violetta Or imponete.
Germont                         Non amarlo ditegli.
Violetta Nol crederà.
Germont                       Partite.
Violetta                                     Seguirammi.
Germont Allor...
Violetta         Qual figlia m’abbracciate... forte
Così sarò.... (s’abbracciano) Tra breve ei vi fia reso,
Ma afflitto oltre ogni dire... a suo conforto
Di colà volerete... (indicandogli il giardino, va per iscrivere)
Germont                                 Or che pensate?
Violetta Sapendol, v’opporreste al pensier mio.
Germont Generosa!... e per voi che far poss’io?...
Violetta         Morrò!... la mia memoria (tornando a lui)
Non fia ch’ei maledica,
Se le mie pene orribili
Vi sia chi almen gli dica.
Conosca il sagrifizio
Ch’io consumai d’amor...
Che sarà suo fin l’ultimo
Sospiro del mio cor.
Germont         No, generosa, vivere
E lieta voi dovrete;
Mercè di queste lacrime
Dal cielo un giorno avrete;
Premiato il sagrifizio
Sarà del vostro cor...
D’un’opra così nobile
Andrete fiera allor.
Violetta Qui giunge alcun, partite!...
Germont                                           Ah grato v’è il cor mio!..
Violetta Non ci vedrem più forse... (s’abbracciano)
a 2                                             Felice siate.. Addio!...
Germont (esce per la porta del giardino)