Pagina:La traviata.djvu/16

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Che in lui tutto io troverò?...
Non sapere che colpita
D’atro morbo è la mia vita?
Che già presso il fin ne vedo?...
Ch’io mi separi da Alfredo!...
Ah il snpplizio è sì spietato,
Che morir preferirò.
Germont        È grave il sagrifizio,
Ma pur tranquilla udite...
Bella voi siete e giovane...
Col tempo...
Violetta                                    Ah più non dite
V’intendo... m’è impossibile...
Lui solo amar vogl’io...
Germont             Sia pure... ma volubile
Sovente è l’uom...
Violetta                                             Gran Dio! (colpita)
Germont             Un dì, quando le veneri
Il tempo avrà fugate
Fia presto il tedio a sorgere...
Che sarà allor?... pensate..
Per voi non avran balsamo
I più soavi affetti;
Poichè dal ciel non furono
Tai nodi benedetti...
Violetta             È vero!...
Germont                             Ah dunque sperdasi
Tal sogno seduttore,
Siate di mia famiglia
L’angiol consolatore...
Violetta, deh pensateci,
Ne siete in tempo ancor!...
È Dio che ispira, o giovane,
Tai detti a un genitor.
Violetta (Così alla misera, — ch’è un dì caduta,
Di più risorgere — speranza è muta!...
Se pur benefico — le indulga Iddio
L’uomo implacabile — per lei sarà!...)
Dite alla giovane — sì bella e pura (a Germont piangendo)
Ch’avvi una vittima — della sventura,
Cui resta un unico — raggio di bene...
Che a lei il sagrifica — e che morrà!