Pagina:La vite, l'acquavite e la vita dell'operaio.djvu/21

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e la vita dell’operaio. 21


locanda di Castellammare, là sul deliziosissimo golfo di Napoli, una bella mattina di aprile, fu trovato morto nella propria camera, col capo tagliato, in un lago di sangue, un forestiere che vi abitava da una ventina di mesi. Nessuno era mai entrato nella sua camera, perchè egli la custodiva gelosamente: solamente quella mattina v’entrarono, dopo aver atterrata la porta a forza di scure; e videro una cosa più spaventevole anche del cadavere medesimo, videro una piccola mannaia nascosa dietro una tenda, e insanguinata pur essa. Quell’infelice aveva impiegato in segreto què’ venti mesi a metterla su, da sè medesimo; e quella mattina da sè medesimo vi si era decapitato.

19. Signori, egli era un povero pazzo! Ma quanti, che si stimano gran savi, chiusi alla ragione, come il povero pazzo nella propria camera, non si preparano da loro medesimi una morte più dolorosa e atroce di quella, o un vivere che è peggio che morte? Il vino che dovrebb’essere ristoro e forza e salute della