Pagina:La vite, l'acquavite e la vita dell'operaio.djvu/8

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8 la vite, l'acquavite


sul primo lui che diceva. Ma poi tanto fu il garbo del dire e la forza del ragionamento, tanta la scossa che ne ebbero le menti degli uditori, a sentire specialmente i danni e le conseguenze funeste dell’oppio, che applaudirono furiosamente il professore, e giurarono, giurarono solennemente li nella sala, che mai più si sarebbero accostati alle labbra la fetida pipa. Da quel giorno infatti, in quella città, vedere un fumatore d’oppio era caso raro: i più avviziati fumavano in segreto; e se per disgrazia in qualche strada segreta , o uscendo da qualche caffè, si imbattevano nel professore, con la pipa in bocca, erano lesti a nasconderla dietro le reni, o sotto le vestimenta.

2. In Europa certe conversioni non sono da sognarsi neppure. L’anno scorso, se vi rammentate, in una di queste sere, mi permisi dire, così fra parentesi, qualche cosa sul sigaro. Ebbene, il giorno dopo, tutta Siena fumava come il giorno avanti: gli amici miei, gli stessi miei colleghi, gli stessi scolari venivano ingenuamente a fumarmi sul viso. Io espongo la cosa