Pagina:La zecca di scio.djvu/22

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proposta poichè pretendeva di continuare a possederla coi patti del padre, indispettito si ritirò a Galata, dove ad altro non pensando che a vendicarsi dell’ingiuria che credeva essergli stata fatta dal Paleologo, raccoltevi otto galee genovesi, con esse fece vela verso Scio, e sbarcate le ciurme attaccò la città, ma vigorosamente dai Greci respinto, lasciativi molti morti dei suoi, da quel lido fu costretto allontanarsi; per il che sentì tanto dolore che dopo sette giorni colto da colpo apopletico morì.

Ora nel narrare questi avvenimenti troviamo che lo storico greco confuse le persone, poichè dice la convenzione fatta con Benedetto I essere con esso stata prolungata due volte ed essere scaduta nel 1329, ma invece da sicuri documenti ci consta che successore in quella signoria gli fu il suo primogenito Paleologo, il quale fu padre di Martino e Benedetto II1; e Benedetto I non era più in vita nel 1311, vedendo in atto rogato in Genova li 13 gennaio detto anno, che Paleologo si scrive figliuolo quondam D. Benedicti Zachariae2.

Non trovandosi indi più menzione di esso in alcuna carta fatta in quella città, dobbiamo conchiudere che subito siasi recato in Scio, lasciando in patria i figli Martino e Benedetto II sopranominati, che in atto ivi fatto li 27 marzo 13133 sono detti figliuoli del vivente Paleologo4. Deve però questi esser mancato ai vivi nello stesso anno o nel susseguente, non trovando più i fratelli menzionati in Genova, e constando che Martino era già signore di quest’isola nel 1315, essendochè con diploma delli 21 maggio di quest’anno5 Filippo di Taranto, erede di Baldoino ultimo imperatore latino di Costantinopoli, e che continuava a pretendere alla sovranità di quell’impero, unitamente alla moglie Catterina, investendolo del regno dell’Asia minore,

  1. Pandette Richeriane, fogliazzo A, foglio 98.
  2. Idem, foglio 10.
  3. Idem, foglio 98.
  4. «Ci perdoni il sig. Hopf se noi non possiamo convenire con lui che Paleologo venisse anche chiamato Benedetto II, poichè, come dimostriamo, del padre e del figlio i Greci fecero una sola persona, così nemmeno, come egli crede, Martino e Benedetto poterono essere figli di Nicolò che fu zio a Paleologo e padre solamente di Manuele marito di una Giacobina, della quale non è detto il casato, ma che sola di tal nome troviamo fra le donne entrate nei Zaccaria.»
  5. Giustiniani Michele. – Lettere memorabili. Vol. II. Roma 1669, pag. 4.