Pagina:La zecca di scio.djvu/35

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le loro ciurme presso la città, e dopo averla battuta colle bombarde si ritirarono, saccheggiatine però prima i dintorni. I maonesi, armate in fretta cinque navi dei loro connazionali che trovavansi nel porto, alle quali poi si aggiunse una galea mandata da Dorino Gattilusio signor di Metelino, e messivi sopra 800 soldati, li raggiunsero nel porto d’Alessandria, e dopo varii giorni di combattimento ripresero il fatto bottino, col quale ritornarono nella loro isola.

Avendo nel 1413 inteso che sul trono ottomano era asceso Maometto I e che era venuto a Smirne, subito mandarono ambasciatori a complimentarlo1; ma nel mentre che cercavano i mezzi per guarentirsi dalla parte d’Oriente, venivano gravemente minacciati da Ponente, chè i Veneziani conoscendo come, stante la situazione interna di Genova, le sarebbe stato sommamente difficile di dare alcun valevole aiuto a Scio, nell’ottobre del 14312 mandarono nell’Arcipelago sotto il comando di Andrea Mocenigo una flotta di 36 e più vele, la quale sbarcò nell’isola una numerosa soldatesca, che subito diede l’assalto alla città; ma valorosamente difendendosi i cittadini, grazie specialmente alla grande energia del podestà Raffaele Montaldo, dopo un forte cannoneggiare e vari assalti, lasciativi morti col capitano Scaramucia molti dei loro, dovettero scornati ritirarsi e non pensar più a tale impresa.

I maonesi con questo poco o nulla ebbero a soffrire nel loro commercio, che anzi, grazie alla somma loro attività ed onestà, andossi talmente sviluppando, che i loro porti divennero i più importanti di quelle parti ed erano frequentati non solo dalle navi delle nazioni che toccano al Mediterraneo, ma persino dalle inglesi, che venivano a mercanteggiarvi ed esportarne allume e mastice, e specialmente di questo caricavansi ogni anno da 430 quintali, che vendendosi 45 lire caduno faceva sì che a ciascuna duodena, ossia per ogni tre caratti grossi toccavano incirca 1500 lire3, cosicchè compreso l’appalto dell’allume che veniva dalle Focee e

  1. Michaelis Ducae historia byzantina. Bonnae 1834, pag. 106.
  2. Giustiniani Andreolo — Poemetto inedito sopra l’assedio di Scio postovi dai Veneziani nel 1431.
  3. Hopf — Articolo Giustiniani, pag. 333.

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