Pagina:Laerzio - Vite dei filosofi, 1842, I.djvu/391

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354 annotazioni.

conservatici da Stobeo, i quali giustificano ciò che afferma Eratostene.

VI. Nelle quistìoni della corda bassa. — L’[testo greco], od [testo greco] è la corda che manda il più basso suono, la [testo greco] quella che manda il più acuto; e siccome i musici di queste disputavano molte cose, Bione per deridere Archita, lo chiama peritissimo nelle quistioni della corda bassa, come a dire, quistione frivola, parodiando il verso 146 del primo dell’Iliade. — Rossi.

X. Indotto a provvedere amuleti. — [testo greco], ciò che si attacca intorno al collo, amuleto, [testo greco], cartuccia con inscrittovi qualche motto: o laminelte di piombo con segni ec. superstizioni non per anco dismesse!


CAPO VIII.


Lacide.


I successori di Arcesilao ne adottarono anche le dottrine; e non è quindi che una differenza apparente quella che indusse gli antichi a far distinzione tra Academia mezzana e nuova. Questa differenza consiste nell’aver Lacide, discepolo di Arcesilao, scelto per luogo ordinario delle sue adunanze scolastiche un giardino del re Attalo Filometore, nell’Academia, chiamato dal nome del filosofo Lacidio; circostanza che sembra aver fatto dare effettivamente alla nuova Academia il suo nome. Per altro nè Lacide, nè i suoi discepoli Telecle ed Evandro, nè il successore di questi Egesino o Egesilao furono rimarcabili.

III. Nel governo della famiglia di pasta assai dolce. — Il [testo greco] si vorrebbe dal Menagio mutato in [testo greco], tenacissimo, facendo di un balordo un avaro. Noi ab-