Pagina:Laerzio - Vite dei filosofi, 1845, II.djvu/247

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CAPO VIII.



I. Eudosso di Eschine, cnidio, era astronomo, geometra, medico, legislatore.

II. Egli apparò da Archita le cose geometriche, e le mediche, siccome dice Callimaco, nelle Tavole, dal siculo Filistione. Sozione, nelle Successioni, afferma che udì anche Platone. Poichè, essendo forse di ventitrè anni e trovandosi in istrettezze, per la fama dei Socratici, navigò ad Atene in compagnia del medico Teodamante, spesato da lui. — Altri crede perchè ne era il mignone. — Approdato al Pireo, ogni dì saliva in Atene, e quivi uditi i sofisti, tornava indietro. Dimoratovi due mesi, venne di nuovo a casa, e, fatta da suoi amici una colletta, veleggiò per l’Egilto col medico Crisippo, portando commendatizie di Agesilao a Nectanabin, che lo raccomandò a’ sacerdoti. Quivi rimasto quattro mesi oltre l’anno, ed avendosi raso pube e sopracciglia, scrisse, secondo alcuni, un’Octaeterida. Di colà venne a filosofare in Cizico e nella Propontide, e giunse sino a Mansolo. Tornò quindi per tal modo in Atene, avendo con seco un grandissimo numero di scolari, onde attristare, come affermano, Platone, che da principio lo aveva negletto. Racconta altri che banchettandosi da Platone, essendo molti, egli introdusse lo stare sdrajati in semi-