Pagina:Laerzio - Vite dei filosofi, 1845, II.djvu/248

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capo viii eudosso 229

cerchio. Nicomaco figlio di Aristotele afferma ch'ei disse un bene la voluttà.

III. Fu in patria quindi molto onorevolmente accolto, siccome scorgesi dal decreto che nacque a suo riguardo; e, secondo che scrive Ermippo, nel quarto libro Dei sette sapienti, divenne chiarissimo eziandio presso i Greci, dettando leggi a’ proprj cittadini, e libri di astrologia, e di geometria, ed altri lodevoli. Ebbe tre figlie, Attide, Filtide, Delfide. — Eratostene, ne’ suoi libri a Botone, dice ch’e’ compose anche Dialoghi di cani. Altri che questi fossero scritti da Egizj, nella costoro lingua, ma che esso, traducendoli, li pubblicò tra’ Greci. — Crisippo di Erineo, cnidio, apprese da costui le cose concernenti agli dei, al mondo ed agli studj meteorologici; le mediche da Filistione siciliano. — Lasciò di bei commentarj.

IV. Da lui nacque un fanciullo Aristagora, e da questo Crisippo, discepolo di Aetlio, di cui girano rimedj per la vista, cadutigli sotto il pensiero tra le fisiche speculazioni.

V. Sono stati tre Eudossi. Quest’esso. — Un altro da Rodi, che scrisse istorie. — Un terzo siciliano, figlio di Agatocle, poeta comico, il quale, come dice Apollodoro, nelle Cronache, riportò tre vittorie urbane e cinque lenaiche. — Ne troviamo anche un altro, medico da Cnido, intorno al quale dice Eudosso, nel libro Della circonferenia terrestre, che sempre era solito esortare di muover gli arti con ogni maniera di esercizio, ed egualmente anche i sensi.

VI. Riferisce il medesimo, che l’Eudosso cnidio fiorì